L’idea di Movember è iniziata circa 22 anni fa, in Australia, in maniera molto semplice. Un piccolo gruppo di amici aveva deciso di farsi crescere i baffi e iniziare una seria conversazione sulla salute maschile. Oggi quell’idea è diventata un movimento globale che ha raccolto oltre 1,8 miliardi di dollari australiani particolarmente orientati alla salute mentale, alla prevenzione dei suicidi, al cancro alla prostata e ai testicoli.
Movember fondamentalmente nasce come una piccola comunità che si è trasformata in movimento globale. E appartiene a tutti, basta aver voglia di raccogliere, donare, condividere e partecipare. Il fattore che ci unisce è semplice: stanno morendo troppi uomini giovani e non è una cosa buona.
Questa piccola parte introduttiva l’ho liberamente tradotta dal sito www.movember.com alla quale posso aggiungere che la parte Mo- sta per “moustaches”, ossia baffo ma anche Move, movimento. Gli ideatori hanno pensato che i baffi si fanno crescere e così possono crescere le idee, le raccolte fondi, le attività di movimento e propongono a tutti di diventare parte del Mo-vimento con Mo-ustaches da far crescere nel mese di novembre che per crasi diventa Movember.
Io ho conosciuto Movember 10 anni fa, attraverso il CORV che è il movimento old di rugby del triveneto. Un giocatore delle Civette di Pordenone, Dario Piccinin, ha preso molto seriamente questa attività di raccolta fondi indirizzandola a favore del CRO di Aviano e dello IOV di Padova.
Ogni anno Dario dedica parte del proprio tempo alla ricerca di un gadget diverso, accattivante, unico, contenente il logo del Movember rugby team; lo propone a tutte le squadre del CORV e alle relative Società di appartenenza ma anche ad altre specialità sportive che nel corso degli anni si sono aggregate al Movember rugby team poiché è riconosciuto come uno dei principali team di raccolta fondi, nell’ambito sportivo. Dario, instancabilmente, raccoglie gli ordini delle squadre, commissiona la produzione e consegna i gadget.

Ma la raccolta fondi è solo una parte del programma; uno degli obiettivi più ambiti è far parlare di salute, di prevenzione e di stili di vita che possono aiutare a ridurre l’incidenza dei tumori. Per questo motivo quando avviene la consegna dell’assegno ai due enti di cura e ricerca, vengono spesso invitati a parlare dei loro ricercatori che aggiornano gli sportivi presenti sui progressi tecnologici e di conoscenza che si stanno facendo nello specifico campo delle cure. Puntano sempre l’attenzione sui corretti stili di vita, sul pericolo degli alcolici, del fumo in tutte le sue versioni compresa quella a vapore e della sedentarietà. Viene inoltre sollecitato lo screening preventivo perché molti tumori si riescono a vincere se scoperti in tempo.
Nel mese di novembre, facendo un tour nelle club house delle varie società di rugby è immancabile la presenza di alcuni giocatori con i lunghi baffi che fanno da promemoria viventi che ci si trova nel mese giusto per parlare di tumori maschili e di prevenzione, oltre a donare quello che si può ai fini della ricerca. E questo è già un buon risultato.

Da qualche anno ho conosciuto un altro team Movember che si è formato nel 2015 tra i dipendenti della società ENAV. Da allora, il “Movember Team Enav” dei controllori del traffico aereo italiani è diventato il primo team in Italia per raccolta fondi. Tra i maggiori fautori del movimento, Marco Borlina che si prefissato come obiettivo, non solo i tumori maschili ma anche il rischio depressione. Solo nel padovano partecipano circa 200 persone l’anno ma in tutti i centri di controllo italiani spuntano baffi ed iniziative simili. Loro spingono sulla parte movimento e nel mese di novembre, oltre la sfilata di baffetti e baffoni nelle sale operative e negli uffici, ci sono le sfide per riuscire a fare il cosiddetto 30/30 ossia fare ogni giorno una attività di movimento documentata. L’obiettivo à combattere la sedentarietà. Questo team è particolarmente attivo soprattutto attraverso i social ma anche attraverso le radio nazionali e locali tipo radio 24, radio Company e radio Padova. Raccolgono fondi da destinare alla LILT che a sua volta collabora fornendo decine di screening all’anno. Da 10 anni festeggiano la serata conclusiva il 28 di novembre presso il celebre Caffè Pedrocchi di Padova, a sua volta sostenitore del Team. Anche in questo caso il primo scopo è educativo, di diffusione della conoscenza dei rischi e dei metodi di prevenzione per cui vengono fissati incontri con dottori e psicologi.
Ho voluto scrivere questo articolo perchè mi ha sempre affascinato la modalità ironica e coinvolgente di trattare un argomento serissimo. Forse è proprio in questo la forza del Mo-vimento che gli ha fatto superare la dimensione locale per diventare globale. Ironia, un segno distintivo, sport e comunicazione. Da questi semplici elementi nasce la conoscenza e da questa la prevenzione. In conclusione, suggerisco a tutti di aumentare il proprio livello di movimento, facendo sport regolarmente, di ridurre se non eliminare alcool, fumo e disordine alimentare e fare uno screening annuale.
