Libri & Jazz

La calura estiva inizia a scemare e qualche comune organizza, con estrema fatica, le attività culturali di questa estate giunta quasi al termine tra l’euforia della fine del periodo acuto dell’emergenza Covid ed il timore di nuovi focolai. Ci vuole la giusta misura tra iniziative inedite ed il contenimento dell’epidemia.

In questo clima e nella cornice dell’elegante parco Pietro d’Abano a Battaglia Terme, sono riuscito a gustare una pregiatissima serata di Jazz accompagnata da letture di Marco Ferraro tratte dal libro “Natura morta con custodia di sax” di Geoff Dyer.

Scoprire pensieri e scorci di vita dei musicisti che hanno fatto la storia della musica hanno reso più orecchiabili e più penetranti i brani jazz, sentiti decine di volte in passato e mirabilmente riprodotti dal CVC Jazz trio, in accompagnamento al sax e clarinetto basso di Salvatore Pennisi.

Ascoltare il Jazz mi dà la conferma che la musica è eterna, perché reale espressione dell’anima del compositore. Ogni nota mi parla di vita. Che sia dolcezza, amore, disperazione, sofferenza o follia, per me il jazz contiene sempre passione ed è questa passione che mi fa sentire attuali le note scritte dai 70 ai quasi cento anni fa.

I jazzisti, quando eseguono i brani dei giganti del passato, sanno che non possono limitarsi a ripetere i suoni e i silenzi ma devono mettere la loro anima nel fiato che attraversa il sax o la tromba, nelle dita che accarezzano i tasti del piano o le corde del contrabbasso e nel movimento dei polsi che muovono le bacchette per picchiare su piatti e tamburi della batteria.

La serata finisce e vado a casa con le vibrazioni del contrabbasso che risuonano nelle viscere mentre il ricordo delle note acute del sax mi regalano quella malinconica eccitazione tipica del jazz, accompagnata dall’allegria della batteria e della chitarra. Sullo sfondo le storie di molte vite travagliate che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica.

Bird, 100 anni fa (e volando per sempre) — La Bottega del Barbieri

tre tappe per conoscere o ritrovare Charlie Parker Qui in “bottega” volevamo ospitare una ricca, succulenta scor-data per il centenario della nascita di Charlie Parker, scrivendo noi qualcosa ma soprattutto rubacchiando qua e là. 28 altre parole

Bird, 100 anni fa (e volando per sempre) — La Bottega del Barbieri

Musica live

Mi trovo in un parco. Potrebbe essere uno dei tanti parchi che arricchiscono ed ingentiliscono i nostri paesi e le nostre città ed in questo caso mi trovo nel parco di Battaglia Terme. Sul palco, al centro del viale centrale, immerso tra alberi secolari, un eterogeneo gruppo di strumentisti si sta esibendo. Nulla di anomalo, capita così in molte città virtuose, se non fosse che non tutti i musicisti si conoscono tra loro e stanno suonando i propri strumenti o quelli messi liberamente a disposizione del pubblico.

È penetrante il suono della musica e sento le vibrazioni che mi costringono a muovere le braccia, battere il piede e ondeggiare il fianco. Man mano che aumenta l’attenzione con cui ascolto la musica, mi rendo conto di quali possano essere le emozioni che provano questi artisti, mentre cercano la giusta intesa tra sé stessi e i propri strumenti e con i compagni d’avventura, catturando la nota del basso ed il ritmo della batteria per costruire la loro improvvisazione affinché il proprio contributo sia sinergico nel gruppo, che non sovrasti altri suoni e che faccia parte di un’unica armonia.

Gli strumentisti si alternano, dando spazio anche ai più piccoli che provano questa nuova esperienza di suonare alla pari con gli adulti. Il tutto sotto gli occhi di un pubblico distratto che forse non ha capito appieno la magia che sta avvolgendo il palco dove voci diverse formano un unico coro trovando la giusta intesa sonora.

Quanto mi piacerebbe vedere la stessa intesa tra le persone comuni, in famiglia, per strada, nei luoghi di lavoro e di impegno sociale. Invece, mediamente siamo più attenti a sottolineare le differenze, le opinioni divergenti piuttosto che ricercare la sintonia, l’armonia e la voglia di stare bene assieme, indipendentemente dallo strumento che abbiamo.

La sessione di improvvisazione, finisce, i grilli e le cicale riprendono il loro spazio musicale, oscurato solo per un paio d’ore dalla magia dell’incontro di liberi talenti.